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Più in la.

Il passaggio alla frontiera ė sempre qualcosa di mistico. Cala il silenzio, ci si ricompone e si cerca di scrutare l’umore dei doganieri. Pochi minuti o decine di ore. A volte un sorriso aiuta, a volte ė meglio non incrociare mai gli sguardi.

C’è chi fugge, chi entra con la speranza, chi lascia con i progetti infranti, chi torna vincitore e chi da lì non potrà mai passare.
Sai ciò che abbandoni e non sai ciò che trovi. Cambia la lingua, le persone, la percezione che esse hanno di te e ti lasci alle spalle tutto ciò che hai raccolto precedentemente. Il gioco ricomincia. Distanza, prossemica, sguardi. Cambia la storia. Il contatto e l’impressione che darai spesso influenzerà i viaggiatori e le persone che dopo di te calcheranno quei territori.
Lo stesso punto coincide per tutti, ma quanto sono diversi i destini.