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Kyrgyzstan, terra di incontri

Non riesco a starci dietro. Vedo ed esperimento molto di più di quello che riesco a spiegare, a capacitarmi della bellezza e della diversità.

Il Kyrgyzstan ė terra di incontri. Spazi ampi e smisurati che portano gli individui che la percorrono a cercarsi, ad indicarsi strade, anime sole che per un paio di giorni si avvicinano, sfiorandosi, per poi riprendere la propria strada. L’incontro con persone dense e luoghi da cui si fa fatica a distogliere lo sguardo non mi hanno lasciato tempo per rimanere con me e sicuramente questo spazio ne ha risentito, ma di certo ė stato meglio così.
Incontro Julienne. Francese di madre polacca e papà italiano. Viaggia da solo da più di 7 anni e in bici da due. Profondi occhi azzurri, una faccia plasmata dal sole, la pelle secca delle mani che come una prua tagliano le onde di un’aria a volte ostile anche per settimane, il corpo esile e agile fatto per portare se stesso e poco più. Ė un incontro rapido. Mi racconta di avere percorso qualche giorno prima la via del Pamir. Mi darà una forza incredibile che mi porta lontano con la testa. Mi delinea un paio di curve e paesaggi che ha recentemente attraversato, rumori e profumi; e per un attimo sento la fatica della salita e l’aria forte della meritata discesa insieme a lui.
Incontro Min. Ragazza di Taiwan di 31 anni, capelli corti e scuri, precisa e determinata. Partita da Berlino 6 mesi prima percorre la via della seta fino a casa. Prima della partenza non sapeva che cosa fosse un cambio, rapporti o freni a disco e solamente alla prima foratura qualche giorno prima non aveva la più pallida idea di come si potesse sostituire o riparare una camera d’aria bucata. Il piano era quello di ritornare a casa via terra, ma il piccolo capitale racimolato lavorando come cameriera negli ultimi due anni a Berlino non sarebbe stato sufficiente. Parlando con le persone giuste al momento giusto si ritrova tra le mani una bicicletta iper tecnica, borse, materiali e tenda per il viaggio forniti da uno sponsor. Fortuna o propensione a rendere realtà i propri sogni? Ci incontriamo da Becca che lavora ad Osh per una Ong svedese che ci ospita tramite Cs per un paio di notti.

E poi succede che in un attimo ti rendi conto dove sei, con chi sei, cosa stai mangiando, che aria stai respirando. Fermati. Tutto ciò che fai presto diventa routine e anche la cosa più esaltante diventa normale.
Scrivo da Arslambob, Kyrgyzstan che ospita la foresta di noci più grande al mondo. A parte Osh e la capitale Bishkek il Kyrgyzstan non ha fortunatamente grosse città. La bellezza ė tutta nella natura. Cavalli, belle vacche magre e capre con una folta lana occupano gran parte delle strade e delle pianure di questa terra.